giovedì, 05 giugno 2008

Vado a vivere con Fabien. Mi sembra la cosa più naturale del mondo, stranamente, di tutte quelle che ho fatto in molto tempo. Vado da lui in luglio se trovo un nuovo coinquilino per prendere la mia attuale stanza, senno, sarà agosto (12 giorni insieme e Hop! Cuba!).

Vorrei fare un rassunto di quello che mi è successo da aprile fin adesso, ma sarebbe troppo lungo. Quindi, lo faccio breve al massimo: lavorare, (salutare Teo, che è venuto a trovarmi! per sorpresa!!)preparare il Congresso della Società Spagnola di Immunologia (dove ho parlato! è andato benissimo), conoscere Fabien, farmi conoscere, stare con la famiglia, e adesso altra volta gioccare a beachvoley.

I giorni di ubbriacchezza sono quasi spariti, uno ogni mese magari, ma nemmeno una quinta parte dei casini di quel tempus fugit. Comincia ad essermi comico ricordare la follia di un anno fa. Adesso non ne ho bisogno, sono tranquilla. Ciao ciao, attachi di panico. Ciao ciao, sesso inconesso.Ciao ciao, "resaca" bollente. Anche se c'è stata una serata un mese fa troppo divertente, troppo simile a quelle di una volta, siamo andati alla disco di sempre, ma questa volta con Fabien. E senza sentire che non lo volesse li. Anzi. Ci siamo divertiti insieme, e insieme agli altri, senza contemplazioni.

Adesso comincia un periodo della mia vita assolutamente sconoscuto, che mai avrei detto, otto mesi fa, che mi sarebbe acaduto. Le prime volte sempre sono una genialata, secondo me. E in più se non sai se saranno unique, in vece di prime. Parole molto majuscule... No,no, non dico che sia l'uomo della mia vita, che già lo abbia deciso. Questo è una cosa che bisogna di più tempo per poter pronunciarsi. Ma... Che io voglia vivere con lui, persino sapendo che poi dopo se ne va negli stati uniti per 2-3 anni... vuol dire qualcosa. Di tanto in tanto tiro fuori frasi sconvolgenti, tipo: lui potrebbe essere il padre dei miei figli. Non hanno il senso assoluto, pero almeno il senso di, mi piaci, tanto tanto tanto, che mi fai sentire cose nuove, che non avrei immaginato mai, non almeno già. Cuanto è cambiata la mia testa! Che ridere!

postato da: rosaberga alle ore 22:22 | Permalink | commenti (1)
categoria:
mercoledì, 02 aprile 2008

Oggi ho avuto il Comité di Tesi, dove dovevo presentare il mio progetto da quando l'ho cominciato, con tutti i risultati ma anche mostrando che so di cosa sto parlando, quindi con una grossa introduzione. Per due o tre settimane non ho fatto quasi sperimenti per poter studiare per bene. È un "esame" importante, e ce ne sarà un altro fra due anni, credo.

I tre dottori del comité sono stati buoni con me. Beh, in fatti, scusatemi ma devo dirlo... io sono buona :P Sono stati molto sorpresi dei miei risultati e hanno detto che le idee sono buone e tutto il progetto. Sono strafelice!

Adesso, a continuare a fare sperimenti!

postato da: rosaberga alle ore 17:31 | Permalink | commenti (2)
categoria:
venerdì, 07 marzo 2008

Vacanze d'estate:

CUBA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Dal 13-08 al 02-09!!!! (compleanno a Camagüey?) Con Fabien!!!

Mitico, vero?

(Du, vieni prima dal 5 agosto, eh?)

postato da: rosaberga alle ore 11:08 | Permalink | commenti (2)
categoria:
domenica, 10 febbraio 2008

Toulouse, Parigi, Tenerife... continuo a viaggiare, e non ripeto Bologna. Non più, non per molto tempo... i prossimi destini sono Roses, la stessa Barcellona quanto possa, Mallorca, Cantal magari, Cuba o Madagascar. Quindi non c'ho il tempo. In fatti, mi manca un po' non dover prendrere nessun treno, nessun aereo. Mi stuffa persino dover andare a casa, dai miei. 

La capo ed io vogliamo pubblicare quest'anno già i miei risultati, e devo lavorare un sacco. Non so, le cose sembrano di andare avanti, ma mi sa che troppo velocemente per darmi il tempo per capire tutto. I risultati ci sono, ma mi manca la sapienza di concludere e discutere come si dovrebbe fare. Mi manca la bibliografia... C'ho una paura terribile per quando arrivi Aprile... e ancora di più il Maggio!! Ad aprile c'ho un Comité di tesi in cui dovrò presentare il mio progetto e i 3 "esaminatori" mi chiederanno mille cose... mi sa che diventerò piccola e comincierò a piangere... E ancora di più a maggio, la capo mi vuole far fare una miniconferenza al Congresso della Società Spagnola di Immunologia (dove vengono anche tanti Italiani, evvai!). Devo studiare...

Ma... quando? sarà che non so sistemare il tempo, sarà che dovrei davvero chiedere alla capo di fare meno sperimenti... ma se vuole pubblicare, devo fargli! sarà che mi piace di più stare con Fabien che leggere articoli... anche se abbiamo detto che un giorno alla settimana si legge per un bel po' di tempo, pure se stiamo insieme.

Vorrei sommare un tot di altre cose, tipo leggere libri (adesso ne ho uno in italiano, uno in francese e un paio in inglese, jeje), imparare il francese -non sapete quanto mi sento scema davanti agli amici di Fabien, divento muta, triste, seria, anche se capisco in generale quello che si dice, non posso parlare!!!-, dovrei farmi un paio di visite ai diversi dottori, giusto per, dovrei fare anche della burocrazia... e se potessi, farei dei puzzle, delle passeggiate, pulirei la mia stanza, scrivirei dei mail a John, Dolors, Estefania, Ehab... visiterei Lucia, che ha bisogno di me ed io non trovo tempo per dargli... Cavolo, sento come se gli Uomini Griggi di Momo, di Michael Ende, stessero divertendosi con me.

Ma sono felice in ogni caso. Qua dentro c'è un sorriso permanente. Tutto questo tempo da sola mi ha fatto conoscermi, e adesso qualcuno mi ama, e so quello che ama. Che strano pensiero, no? Continuo a migliorare ogni giorno, e lui vicino a me mi da un sacco di forza, è un super-ragazzo! Glielo dico sempre. È troppo carino con me. Stiamo benissimo insieme, persino le discussioni mi piaciono! Non è che abbiamo lotte fra noi, senno su idee, su pensieri, educazione... che ne so. Parliamo di noi qualche volta, mi vergogna raccontarli certe cose mie, ma sempre ho avuto l'idea che se una persona mi vuole bene, deve sapere tutto, per poter decidere se veramente continua a volermi bene. Io sono un passato, anche. E lui è una grande persona, paciente, affettuoso, con un umore tanto simile al mio, e che mi fa sentire sicura. Voglio pero continuare ad avere i miei momenti da sola. Penso che sono importanti, anche per nun stuffarsi l'uno dell'altro. Voglio fare l'amore con lui come il primo giorno, con la passione di sempre, per il massimo di tempo possibile. Per il momento va bene!

Andiamo avanti, con un sacco di paura nel corpo, ma con voglia di continuare e di avere piccoli piani insieme. Piccoli e senza importanza, magari, ma per il momento no dovremmo chedere di più.

Un bacio ai miei lettori!! Che da un sacco non scrivevo!

postato da: rosaberga alle ore 13:44 | Permalink | commenti (6)
categoria:
lunedì, 31 dicembre 2007
En la entrevista que Juan Cruz le hacía a Miguel Delibes hace unas semanas en estas páginas, aquél le recordaba unas palabras escritas por éste acerca de su mujer, Ángeles, muerta hace ya muchos años: “Entonces dije esa gran verdad de que, con su sola presencia, aligeraba la pesadumbre del vivir. ¿Puede decirse de alguien algo más hermoso?” Y Delibes contestaba: “Esa bella frase sobre mi mujer no es mía. Es de Julián Marías, que la dijo por primera vez en mi recepción en la Real Academia. Me dejó con un nudo en la garganta pensando: Exactamente eso era ella”. Yo vi de niño alguna vez a la mujer de Delibes, Ángeles, y aunque sólo guardo un recuerdo leve y difuminado de ella, esas palabras de mi padre, asumidas luego por el viudo aún joven, suenan plausibles en mi brumosa memoria. Una mujer sonriente, atractiva, pausada, con un aspecto juvenil. Una imagen sumamente agradable y, en efecto, dotada de ligereza en el mejor sentido del término.

He conocido a unas cuantas personas así a lo largo de mi vida. No muchas, claro. Si abundaran, el mundo sería bastante más grato de lo que suele serlo. Entre ellas, quizá más mujeres que hombres. O sin duda. Según contaba Vicente Aleixandre, su amigo García Lorca era así: alguien que, nada más aparecer en cualquier sitio, lo animaba e iluminaba con su simpatía y sus bromas afectuosas; que se interesaba por el que estaba mohíno y acababa arrancándole una sonrisa o haciéndole ver su panorama, durante un rato, menos negro de lo que lo tenía. De manera muy distinta, supongo, es así Fernando Savater, quien en más de una ocasión ha hablado de la “obligación de la alegría”, incluso en momentos de su vida en los que, visto desde fuera, parecía imposibilitado para cumplir con ella. Pero la mayoría de las personas con capacidad para aligerar cualquier pesadumbre que se han cruzado en mi camino no eran famosas, en modo alguno. No salían en la prensa ni en las televisiones, quizá porque carecían de ambición y no tenían el colmillo ni mínimamente retorcido, y en este país casi siempre hace falta retorcérselo un poco de vez en cuando, sólo sea para defenderse, o va uno listo. Tampoco poseían esa alegría empalagosa, postiza, a menudo estomagante, que derrochan los presentadores y presentadoras de televisión (¿han observado que éstas hablan sonriendo permanentemente –como si tuvieran un cepillo entre los dientes–, algo en verdad difícil de hacer a menos que se aprenda la técnica y se esté fingiendo?) o algunos actores y cantantes. Y, sobre todo, tenían ciertas dosis de ingenuidad verdadera, algo hoy tan mal visto o poco apreciado. Lo que luce más es estar de vuelta de todo, mostrarse incrédulo, pensar mal de los demás y por supuesto practicar la maledicencia.

Y sin embargo hay personas –en España es una proeza encontrarlas– que con su sola presencia obran un efecto benéfico en quienes las rodean. Si he conocido a más mujeres así tal vez sea por lo que dijo una vez la gran cuentista Isak Dinesen y yo he citado en más ocasiones: “Nosotras, las mujeres, no somos lo bastante inteligentes para ser escépticas. Así que vivimos, y más intensamente que los hombres, creo yo; tenemos una especie de sentimiento de triunfo simplemente porque existimos”. (Hay que señalar que Dinesen era una gran ironista, y uno de los escritores –incluyo a varones– más inteligentes que jamás haya habido.) Sí, yo he conocido y conozco a mujeres contentas de su mera existencia, de risa generosa y fácil, lo cual no quiere decir de risa tonta; dispuestas a ver el lado gracioso de las cosas en casi toda oportunidad; y que, por así decir, cuando eso les resultaba imposible por las circunstancias objetivamente dramáticas o tristes –la muerte de alguien querido, por ejemplo–, al cabo de no demasiado tiempo lograban de nuevo no estar a malas con la vida, casi como si se aburrieran del pesar o éste no cupiera en sus existencias más que como periodo de luto o intervalo forzoso. Esas personas jamás alimentan sus desdichas ni se hacen las víctimas, todo lo contrario, jamás procuran dar pena, eso no las atrae, a diferencia de la mayoría, que con excesiva frecuencia saca algún provecho de sus desgracias o sinsabores. Se podría decir que su hábitat natural es la comedia. No la obra cómica, sino la comedia, ese género tan admirable como poco prestigioso, que eleva el ánimo serenamente, sin causticidad ni mala leche; luego tan escaso en la vida real. Casi todas las personas así que he conocido han sido, por otra parte, extremadamente inteligentes, aunque sin pretensiones: lo eran de forma natural y no necesitaban exhibirlo, ni recalcarlo, ni recibir aplausos por ello. Tampoco eran afanosas ni ansiosas, sino bastante contentadizas. Y desde luego carecían de resentimiento. Con personas así, o que participaban de algunos de sus rasgos, he mantenido las más interesantes y provechosas conversaciones. Personas así me han enseñado más que otras oficial y aparatosamente brillantes. Con personas así no he tenido jamás la sensación de perder el tiempo. He buscado su compañía en la medida de mis posibilidades, o en la medida en que ellas me han aceptado en su cercanía. Si son tal bendición, si tanto aligeran la pesadumbre, ¿por qué no están casi nunca donde podamos verlas, públicamente, en las televisiones? Seguramente porque las desdeñan y no quieren salir en ellas. Pero entonces, ¿por qué no hay más en la vida?
postato da: rosaberga alle ore 18:00 | Permalink | commenti (2)
categoria:
giovedì, 27 dicembre 2007

Sono in laboratorio. Un break delle vacanze, un po' desiderato. Per due ragioni: 1-la famiglia. è bello essere fra i tuoi, ma non per troppi giorni, o si comincia a litigare; 2- così quando chiedo alla capo 3 giorni di minivacanze in febbraio è più possibile che mi dica di sì (dal 2 al 6 di febbraio vado a Tenerife: Carnevale!!). Lavorerò altra volta dal 2 al 4, in più.

Qua ce ne sono abbastanza lavorando, jeje. Così non mi sento sola. Adesso sto aspettando per andare a pranzare... C'ho fame!!

Questi giorni sono tranquilli, mi piaciono. Fabien è andato da lui, è la sola cosa che mi spiace... beh, anche non sentire né vedere i miei fondairolen. L'anno scorso stavo preparando la valiggia per andare a Bologna, e poi a Thiene a far capodanno. Questa volta alla fine lo faccio nel paesino. Paura di andare in Francia... Di non divertirmi per non capire la lingua. È una shochezza? Forse sì. E pure sarò invecchiata, perché sono troppo pigra per prendere un autobus di 6-9 ore di viaggio. :)

Vado a mangiare. Baci!

postato da: rosaberga alle ore 13:20 | Permalink | commenti
categoria:
lunedì, 17 dicembre 2007

Il Natale sta arrivando, cominciano le cene, le chiamate, etc. La coppia che fin adesso viveva con me e le altre 2 ragazze nell'appartamento va via, ed entra la sorella di 20 anni della coinquilina francese. Questa, se ne va due mesi in Asia (quanto vorrei farlo io!!), e quindi, per tutte ste ragioni, oggi facciamo una bella cenetta a casa. Domani sarà quella con gli amici del laboratorio, come l'anno scorso. E venerdì tocca con Alex, Tomeu, etc... e magari viene il mio ragazzo! Si sono tutti conoscuti venerdì scorso, e mi sa che si sono piaciuti, e che Alex non si ha sentito male... Poi, lui ha anche una nuova ragazza. Tutto va avanti...

Mercoledì e Giovedì devo andare a lavorare in farmacia, mia madre se ne va alle Canarie a trovare la famiglia, e qualcuno deve lavorare al suo posto... io! Mah, si farà.

E in tutto questo, ad ogni momento mi accompagna Fabien. Non so quando ha cominciato a sucedere, ma ne ho bisogno. Lo sento ogni giorno, ci vediamo durante la settimana al lavoro, e il fine settimana sento che mi manca qualcosa... Dopo Toulouse (che è stato mitico, con i suoi amici mi sono sentita benissimo, davvero, e con lui... che gioia!) e dopo tante parole... mi sono avvicinata un sacco a lui. Non so come, ma in vece di tranquillizzarmi, i miei sentimenti vanno in crescendo. Dicevamo con lui che questo lo volevamo fare con la calma, pian piano... io la prima a dirlo! E vedetemi adesso, che ogni minuto ho voglia di toccarlo, ogni 5 di baciarlo, due o tre volte al giorno di farli l'amore... sto impazzendo!!!

Forse faccio capodanno con lui, a Toulouse :)

Fabien ed io a Toulouse

postato da: rosaberga alle ore 19:27 | Permalink | commenti (3)
categoria:
giovedì, 06 dicembre 2007

Fabien mi ha invitata a Toulouse! L'altro giorno ridevamo al bar, dicendo che io sarei "la sposa cadavere", perché quando mi parleranno non capirò niente... mi spiace per lui, vorrei essere una fidanzata brava, ma sarà un po' difficile. Venerdì andiamo a cenare con la mamma del suo migliore amico! e lei sicuro non parla l'inglese (con i suoi amici andrà meglio, spero). E mi ha chiesto se mi potrei vestire bene (uffa, devo far shopping!), quindi mi sa che è una cosa importante, di conoscere questa signora...

Vabbe, partiamo domani dopo pranzo (creperie), in macchina, lui ce l'ha qua a barcelona, mitico! E ritrniamo domenica tardissimo. Vi racconto lunedì.

postato da: rosaberga alle ore 12:34 | Permalink | commenti (1)
categoria:
sabato, 24 novembre 2007

L'ho fatto. Sono impazzita!! Ho datto il link del blog a lui.

Non dovevo farlo, vero? Ma me la sentivo così, che ne so! Avevo una grandissima voglia di farlo conoscermi, e ancora di più dopo ieri sera... È venuto a cena da me, e abbiamo parlato del mio passato psicopatico. Scherzo, non psicopatico.. ma sì, del mio passato, degli uomini... e lui sapeva già un sacco di cose! Uno degli amici gli ha raccontato tantissime cose, su di me, su di me con lui, o con l'argentino, o che ne so. Volevo farlo io... Ma vabbe.

Comunque. Vorrei che mi capisse, che capisse come sono, vedendo ce cose mi sono sucesse, come sono arrivata alla Rosa di oggi. E non mi vedo capace di raccontarlo... perché non lo farei bene. Non sono mai stata brava a parlare.

So che in realtà, nemmeno leggendo il mio blog mi conoscerà. Per niente. Ma magari un pocchino, almeno il mio comportamento, qualche volta troppo freddo, e anche forse riesce a capire quanto amo certe persone, e che non cambierà perque ci sia lui, ma solo lo raggiungo alla festa :)

Magari però, dovrei farmi capire a me stessa che una relazione non è solo "raggiungere" qualcuno "alla festa". Il prossimo livello dev'essere capire che lui è l'onorato della festa, per dirlo in qualche modo. Vorrei continuare ad abbracciare e baciare i miei amici, ma... non dovrei. Devo ricuperare la nozione della parola "ragazzo", "fidanzato", "moroso". Oddio, paura. Paura!

Ma questo è quello che volevo, no? Da lungo tempo parlo di quanto mi mancava questo. Bene. Ce l'ho.

Ce l'ho!!! Che bello!!

 

Solo che... cazzo, adesso devo continuare a scrivere in questo blog? Argh! Che sappia della mia vita fino adesso, ok... ma che sappia da oggi quello che penso? Non sono preparata! :P

 

Notte, amici. Sogni d'oro

postato da: rosaberga alle ore 23:18 | Permalink | commenti (6)
categoria:
venerdì, 09 novembre 2007

Se faccessi uno studio sull'ora in cui ho scritto di più, direi che vincerebbero le 2 sera :)

Oggi è ritornato l'argentino... E beh, sì, sono andata al bar a sbronzarmi con lui e gli altri. Il francese non c'era, e devo dire che volevo che non ci fosse. Sono una cattiva persona? No, secondo me, ci sono dei momenti che sono solo miei, che per esprimermi bene, non devo sentire che c'è qualcuno che mi guarda ad ogni momento.

Ho riso un sacco, l'avevo pure accanto a me, lo sentivo vicino a me, e mi faceva un grande piacere. Ma semplicemente quel piacere che si sente quando hai i tuoi amici con te. Sapete, no, fondazziani? È lo stesso brivido che sento quando vengo a trovarvi. Addirittura la stessa voglia di baciare, abbracciare, sentire vicinissimo, parte di me.

Ma quanto mi mancate! È da un anno che vi aspetto :)

postato da: rosaberga alle ore 01:12 | Permalink | commenti (3)
categoria: